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Una polizza per gli autotrasportatori

Ogni anno, i padroncini devono dimostrare la loro capacità finanziaria. E, se non lo fanno, vengono cancellati dall'albo. Le ditte di autotrasporti oltre a dover fronteggiare una crescente concorrenza e fare i conti con i fatturati in diminuzione a causa della perdurante congiuntura economica negativa, devono dimostrare tutti gli anni di avere le risorse per portare avanti il loro business. Ogni dodici mesi, infatti, hanno l'obbligo di presentare all'albo dei trasportatori il documento che prova la loro capacità finanziaria. 
Se l'azienda non rinnova questo requisito di solidità, è cancellata dall'albo, con impossibilità di continuare l'esercizio dell'attività di trasporto. Per dimostrare di avere una capacità finanziaria, l'autotrasportatore deve provare di avere capitale e riserve per un valore di almeno di 9 mila euro se dispone di un solo veicolo e di cinque mila per ogni automezzo aggiuntivo (restano esclusi, comunque, gli automezzi fino a 1,5 tonnellate di massa complessiva, rimorchi e i semirimorchi). 
Lo strumento principale, specificato da leggi e regolamenti, per dimostrare l'idoneità finanziaria, è la certificazione dei conti annuali dell'impresa, rilasciata da un revisore dei conti. O, in alternativa, una fidejussione bancaria o assicurativa. Ma non è facile ottenere da istituti di credito le fidejussioni e i padroncini, magari con un solo camion, non hanno cerio dimestichezza con i certificatori di bilancio. Così, in diverse circolari, il ministero dei Trasporti è intervenuto per cercare di semplificare le procedure: prima ha ammesso che la capacità finanziaria poteva essere provata con la sottoscrizione di una polizza "vettoriale" (che prevede, in genere, una risarcibilità, generica e forfettaria, massima di un euro per chilogrammo di merce trasportata); poi, forse giudicando inadeguata questa soluzione, ha stabilito che runica polizza valida è quella di responsabilità civile professionale. Nel 2012 il ministero dei Trasporti, viste le difficoltà di ottenere le garanzie, aveva deciso che poteva bastare una polizza di responsabilità del vettore stradale. «Si è trattato di una soluzione transitoria che adesso non è più valida», infatti, con una circolare del 29 marzo 2013, il ministero ha annullato questa possibilità. 
Dal giugno scorso, l'unica polizza accettata dalle singole province per l'iscrizione delle imprese nell'albo degli autotrasporti conto terzi è la RC professionale. Insieme all'attestazione del requisito d'idoneità della capacità finanziaria. L'RC professionale è un contratto che garantisce dalle richieste di risarcimento provocate da atti illeciti commessi durante lo svolgimento delle attività professionali, s'impegna a pagare i danni e anche le spese per eventuali procedimenti. Sono coperti anche i costi e le spese sostenuti per il rimborso di un provvedimento giudiziale o per l'attività di difesa dell'assicurato. Ovviamente, l'autotrasportatore, così come ogni altro professionista che vuole assicurarsi, deve scegliere le coperture più adeguate ai suoi bisogni. Nel caso degli autotrasportatori, però, il massimale è quasi imposto cioè 9 mila euro per un veicolo a cui bisogna aggiungerne cinque mila per ogni mezzo in più. Il gruppo Assiprime tramite i propri contatti con le principali compagnie assicurative può offrire le migliori condizioni e le migliori polizze sul mercato anche in questo caso.

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